“SONO SPORCO, PUZZO, MA..” A tu per tu con i capi

In questi tre giorni di San Giorgio di Zona sono riuscita a fermarmi tra un attività e l’altra con quelli che per tutto l’anno, con passione e impegno, accompagnano i nostri ragazzi. Sono Marco, Cecilia, Alberto, Cristina, Chiara, Valentina, Giacomo, Caterina, Giorgio… e in realtà molti di più.

Hanno il viso stanco, dicono che la prima notte qui al San Giorgio sia stata molto faticosa, ma la stanchezza non ferma la carica e i loro sorrisi.

Con loro mi sono soffermata su un paio di domande: come vivono gli eventi di zona e come hanno vissuto la preparazione e lo svolgimento di questo San Giorgio di Zona.

Sono entusiasti, nonostante la preparazione logistica abbia richiesto costante partecipazione non solo della staff ma del singolo capo, chiamato in prima persona a mettersi in gioco. Assurdo -dicono- che siano passati 11 anni dallo scorso San Giorgio di Zona (alcuni di loro all’epoca l’hanno vissuto da esploratori…) e c’è chi ribadisce che per questi eventi di zona l’importanza la fa davvero il singolo capo.

Quasi tutti concordano che il punto cardine degli eventi di zona sia la possibilità di sentirsi parte di qualcosa che va oltre alla nostra “bolla parrocchiale”, l’occasione giusta per mettersi in gioco e alla prova.

Sono contenti che i ragazzi attraverso le attività organizzate al San Giorgio siano quasi obbligati ad un confronto e quindi lanciati verso la conoscenza dell’altro, ma anche chiamati ad un confronto più tecnico e pratico.

Intorno a me osservo visi sì stanchi, ma realmente felici dei passi che stanno facendo insieme a tutti questi esploratori e guide presenti al San Giorgio.

Quindi concludo citando Elia -nostro Incaricato di Branca E/G – “se questo San Giorgio è stato una cosa ben fatta è anche grazie alla passione e all’impegno di tutti questi capi”

 

Commenti chiusi