CHALLENGE 2018

Come ogni primavera scout che si rispetti, anche quest’anno noi noviziati della zona di Modena ci siamo ritrovati per partecipare al mitico Challenge.

Zaino in spalla e scarponi ai piedi ( o quasi tutti almeno), sabato 14 aprile ci siamo presentati alla Rocca di Vignola per essere divisi nelle rispettive coppie; le coppie sono poi state assegnate a gruppi di colori diversi. I capi hanno scritto ad ognuno di noi “Libertà?” sul braccio, e con questo punto interrogativo siamo partiti. Ah già quasi dimenticavo, i capi, oltre a lasciarci con la scritta “Libertà”, ci hanno lasciato anche un uovo per coppia da portare sano e salvo fino alla meta. Che utopia, no? (Non rompere l’uovo, dico.)

I gruppi sono stati portati da volenterosi genitori e capi nei propri luoghi di partenza. Qui ci sono state considerevoli difficoltà, dal momento che la maggior parte di noi non si ricordava granché bene come funzionasse l’azimut. E senza saperlo calcolare nessuno sarebbe arrivato a Gainazzo. Ma come ci hanno sempre insegnato, abbiamo lavorato di squadra (probabilmente andando un tantino contro lo spirito di questa gara) e siamo finalmente riusciti a tracciare il nostro percorso. La prima durissima impresa di questo Challenge.

Siamo dunque riusciti a partire veramente, ma vuoi bene che qualche gruppo non sbagli strada? Un classico. Ma questa piccola deviazione non ci ha mica scoraggiati, e in un modo o in un altro ce l’abbiamo fatta, siamo arrivati tutti nel luogo in cui avremmo dormito la notte. Durante il percorso siamo stati attentissimi a non rompere il nostro caro e piccolo uovo, ma ovviamente non sarebbe mai successo che qualche coppia non lo rompesse prima di arrivare alla meta. Pazienza, niente pulcini. In ogni caso durante la camminata ci siamo dovuti fermare per superare due prove. La prima consisteva nell’indovinare gli ingredienti di due gustosissimi buonissimi superlativi beveroni, ovviamente bendati. La seconda prova è stata sinceramente difficile per tutti quanti: immergere le mani nell’amido di mais cercando di raccogliere quante più biglie possibili. Media di biglie trovate: 0,5. Ma queste prove probabilmente erano soltanto un minimo assaggio di ciò che ci avrebbe aspettato il giorno dopo.

Fatto sta che comunque siamo arrivati tutti sani e salvi (o quasi?) e poi abbiamo montato i nostri rifugi, pregando che superassero la nottata e che ci tenessero un minimo al caldo.

Dopo aver mangiato, alcuni capi sono venuti per la catechesi. E qui è ritornata la scritta “Libertà?” che avevamo sul braccio. Ci hanno chiesto cosa fosse per noi la libertà: i 18 anni, fare quello che mi va di fare, poter esprimere liberamente ciò che penso, non dovermi sentire costretto. Hanno lasciato che ci esprimessimo, e dopo ci hanno raccontato la storia di Marija Judina, pianista russa, cristiana che con determinazione suonava sotto il regime totalitario di Stalin. Così ci hanno fatto riflettere su quanto siano diversi i concetti di “libertà” in base ai contesti storici e sociali, alla vita che conduciamo, alle persone che incontriamo e a ciò che ora nel nostro mondo sono le priorità. Sicuramente ci hanno lasciato qualcosa con cui arrovellarci il cervello finché non fossimo andati a dormire.

Finalmente dopo alcune chiacchiere e una lunga giornata ci siamo infilati nei sacchi a pelo nei nostri fantastici e caldissimi rifugi, contenti di riposarci.

Domenica ci siamo alzati con un cielo grigio, e una pioggerella fastidiosa ha accompagnato tutta la nostra giornata. Abbiamo tirato fuori i nostri costumi da scozzesi e li abbiamo indossati durante la colazione (momento alquanto anormale e un po’ imbarazzante) aspettando di scoprire cosa avremmo fatto in seguito. Ciò che ci aspettava erano sei tappe diverse (scenetta, tiro del palo, percorso hebert, cucina, indovina la parola e primo soccorso) con prove – alcune davvero difficili e strane – da superare.

 

Quindi ogni gruppo ha iniziato da una tappa, e poi a rotazione le abbiamo fatte tutte. Una volta che ogni gruppo era passato per tutte le tappe, era arrivata l’ora di pranzo. Riparati da una pioggia fredda sotto una tettoia di mattoni abbiamo mangiato   e chiacchierato, giocato e scherzato per farci passare il tempo in attesa della messa. Appena ha smesso di piovere, siamo andati all’aperto per fare altri giochi e per premiare finalmente il vincitore del Challenge. Siamo partiti premiando però gli ultimi, che con coraggio, impegno e sprint hanno partecipato carichissimi: Alessia del Modena 2 e Luca del San Felice 1. Hanno “vinto” una scatola di amido di mais a testa, ciò che tutti desideriamo giusto? Poi l’interminabile classifica di più di 20 coppie e infine l’attesissimo primo posto: Chiara del Modena 2 e Liam del Bomporto 1! Incitato da un “Fallo!” Liam si è esibito in una super capriola in aria. Dopo questi festeggiamenti siamo andati tutti a messa. L’omelia ci ha ricordato il tema della libertà e della condivisione, cosicché questi argomenti rimanessero a modo nelle nostre teste. Finita la messa c’è stato il cerchio finale, i ringraziamenti e l’ennesimo “Speriamo di rivedervi alla 42 h!” e il tutto si è concluso con un carichissimo voga.

 

Un’esperienza che sicuramente ciascuno di noi si porterà sempre nel cuore, per la condivisione e il supporto che aleggiavano sempre nell’aria carica di risate, per il divertimento assicurato e per le nuove e importanti conoscenze.

Mathilde Bomporto 1

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